
13 luglio 2009
l'ondata improvvisa di percezioni che si abbatte sugli scogli cattura la pietra più lontana posata nel profondo del mio respiro.
La pietra inghiottita dall'alta marea scivola dolcemente nell'infinito mare annullando il distacco tra fondale e pensiero.
La falce di luna riflessa sull'onda trattiene il legame tra terra e sole, racconta lo spicchio inserito dal tempo, rivela saggezza nella fenditura dissennata della puerizia e parla del buio, del colore, del bagliore e di tutti i pianeti che hanno gravitato nell'ombra e alla luce di una storia inusuale.
Resta fermo l'amore ancestrale "per un futuro che sia come lo immaginavi, come avresti voluto che fosse quando, ancora impaziente, affidavi al tuo cuore l'ardire di sognare.".
E se questa sera il vento e la notte si adagiano sul mio inconsueto sguardo reso speciale dagli scoscesi uliveti che conducono al mare e dal dolce candore di una lieve carezza del vento, "il vento che passa, la notte che rinfresca, sono tutt'altro che la notte e il vento. Sono ombre della tua e della mia vita e del tuo e del mio pensiero.".

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