giovedì 14 maggio 2009

Genova - Staglieno - infanzia: corsa a ritroso






Domenica mattina, ore 7, sorge un magnifico sole che annuncia l'estate... una domenica per onorare la mia memoria di bambina e avere la possibilità di sentirmi più vicina ai lontani ricordi di un'ingenuità appartenutami e che inesorabilmente è sfuggita tra i riccioli ramati...




















mi vesto, prendo la mia macchina fotografica e la mia vespa.... mi sta chiamando il ricordo e corro come quando da bambina l'ansia di raggiungere gli amici s'impadroniva del mio pensiero... corro nella frescura mattutina, corro per l'ansia di arrivare, corro per il senso di libertà che la mia vespa mi regala, corro per trovare un po' di libertà nel catturare le immagini di quelle statue di Staglieno...













davanti al grande e imponente cancello mi fermo per un istante... sarà una bellissima giornata primaverile in cui lo sguardo potrà riposare adagiandosi sui ricordi fioriti di chi non vuole dimenticare...























... silenzio assordante, pace forzata, serenità discordante, rievocazioni dissonanti
silenzio...
tutto ciò che è amato non può che essere anche odiato
tutto ciò che consegna felicità porta con sè anche dolore














tregua desiderata che alimenta il tumultuoso tramestio di reminiscenze sedate dalla nevrosi del tempo che scivola dalle colline acerbe della fanciullezza













timidamente mi addentro e vengo catturata dalla sacralità dell'atmosfera che trova la propria sublimazione in un fiore bagnato dalle lacrime di chi è ancora avvolto dal recente passato che non vorrebbe fosse tale

























Prendo la mia macchina fotografica e per il timore di violare la sacralità di tutto ciò che in quel luogo è rappresentato e si è fermato, esito cammino inizio a salire.
I ricordi della puerità ormai lontana m'imprigionano nella nostalgica gabbia di una memoria già vivida ma che gli anni hanno sfumato con dei colori pastello... rimozioni rendono unica la mia felice infanzia
















e per la prima volta ho la certezza che tu stia bene, per la prima volta sono rassicurata dalla pace eterna dei sentimenti che si annidano nei miei tessuti vitali e che hanno partecipato a mettere le fondamenta alla mia vita impetuosa coraggiosa appassionata e a far sì che oggi possa ricordare sempre e solo con un sorriso la fanciulla dai grandi occhi azzurri e dai riccioli ramati














ridiscendo e scatto le foto e libero l'anima e faccio correre le immagini tra sogno e realtà e poi vado via...
ma non da te...
grazie nonna
grazie di tutto e scusami se non avevo capito che dopo aver giocato dovevo riordinare.









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